agosto 31, 2018

CI MANCHERAI, MAESTRO

Con la leggerezza di una piuma dai mille colori sospinta dal vento, Dario se n’è andato, senza preavviso. Libero e affascinante come quel pavone immaginario che aveva dipinto sul nostro Neos Maestro, ci lascia tutti ammutoliti davanti alla voragine di vuoto in un mondo senza Pegoretti. Abbiamo ancora negli occhi la figura imponente del geniale telaista-poeta nella sua bottega lungo il fiume a Verona: mentre dipingeva, tra un caffè e una sigaretta, le sue mani grandi danzavano con grazia e pazienza infinita. Nel cuore invece, ci rimarrà per sempre l’umiltà con cui descriveva se stesso, senza prendersi troppo sul serio, “Artista io? Ma va!”, la sua intelligenza fine e curiosa, quella miscela di ironia e arguzia con cui mascherava la sua timida dolcezza. Dario ha vissuto intensamente: aveva già sconfitto la morte una volta, continuando a camminare sul filo, sprezzante dei limiti, senza paura. Insieme all’immensa tristezza per la sua scomparsa, c’è la gratitudine per aver condiviso con lui, che amava Basquiat e la musica jazz, il suo ultimo progetto artistico. Davanti alla macchina fotografica, con un pudore che inteneriva, si è messo a nudo regalandoci questi preziosi ritratti, gli ultimi. Grazie Maestro, ci mancherai.

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